15 Luglio 2024

PRIMO CAPITOLO de The Real Entertainment: https://www.giadazinzeri.it/primo-capitolo-la-creme-de-la-creme/(si apre in una nuova scheda)

Ambientazione: Milano, giorni nostri.

Trama: Rob Arcardi e Andrea Macaluso sono due giovani e milanesi influencer, ma l’immagine patinata di divertimento che offrono sui social nasconde le vicende di due giovani ragazzi spezzati dalla vita. Il punto di rottura arriva quando decidono di prendere con sé una diciannovenne, Debora Bettinelli, originaria di Firenze, che è il loro totale opposto: non ha il loro vissuto ma è più resiliente in altri aspetti. Debora si unisce al loro staff e rimane affascinata dal mondo sfavillante, gaudente, dorato ma pieno di insidie di una Milano luminosa e oscura del 2024, con mille volti e una situazione sociale intricata. Tra grandi amori, demoni del passato e un successo che sfugge sempre di più di mano, riusciranno Rob, Deb e Andrea a trovare la felicità in un’Italia più che mai abilista e sessista?

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Secondo capitolo

Un nuovo mondo, digitale

Era l’ultima domenica del mese e i Navigli ospitavano, come sempre, un mercatone del vintage. Debora passeggiava lungo il Darsena pensierosa, cullata dal vociare intenso ma dolce degli sconosciuti e dalle canzoni suonate per strada.

Rifletteva, con una certa ansia nel cuore, sul suo nuovo lavoro: se una persona normale avrebbe festeggiato e condiviso la notizia con amici e parenti, lei non seppe come muoversi. I ricordi della sua Firenze cominciavano a scontrarsi con l’attuale presente. Un’adolescenza piena di persone, ma distante da tante cose. Scomparivano i filosofi che aveva studiato al liceo e restavano solo le views, gli introiti e i piani a lungo termine.

Guardando i quadri esposti in una bancarella, pensò che non avrebbe dovuto parlare con nessuno delle sue novità. Intanto perché non era in vena di domande su qualcosa che ancora non capiva a fondo, secondo perché trattando con personaggi a tutti gli effetti famosi era meglio confrontarsi prima con loro su ciò che era bene dire e non dire in giro.

Non chiamò nessuno degli svariati fratelli per informarli. Anche nel loro caso le domande sarebbero state tante e tortuose.

Debora era abbastanza sicura che Illaria, Alberto e Mario avrebbero messo in dubbio il suo lavoro. Soprattutto sua sorella era a favore della tradizione, e aveva sempre lavorato tutti i giorni otto ore, conviveva col compagno da anni, pagava un mutuo, quando tornava a casa faceva lei le faccende domestiche e, in ultimo, si apprestava a portare avanti una terza gravidanza.

Ilaria si vantava sempre di essere un’amazzone, ma Debora iniziava a temere che l’ideale dell’amazzone le stesse sfuggendo di mano, inducendola a fare più lavoro del compagno maschio e perdendo di vista sé stessa, le sue vecchie passioni per la pittura e il surf e, a giudicare dalle occhiaie e il viso sempre stanco, persino la voglia di truccarsi che da giovane aveva sempre avuto.

Debora sapeva che se le avesse parlato che si apprestava a lavorare come influencer lei l’avrebbe massacrata per farla rimanere nella claustrofobica fabbrica dei genitori.
Erano gli stessi genitori, però, a cui non poteva evitare di parlare del suo nuovo lavoro.

In serata si servì la patata bollente imponendosi di intavolare l’argomento.

«Non lavorerò più con voi», disse schiettamente.

Sia il padre che la madre la guardarono boccheggiando.

Poi si fecero una gran risata versandosi vino rosso.

Debora guardò con occhio critico l’arredamento diverso da quello che aveva visto a casa di Andrea. Non male come casa in cui avevano vissuto in sei, ma neanche un granché. Sapeva che i genitori avevano fatto molti sacrifici per crescerla ma non voleva farsi limitare da quella specie di tacito ricatto morale per non inseguire i suoi sogni.

«Ehi! Sto parlando seriamente!», alzò la voce, e solo dopo che loro non la guardarono ancora sbottò: «Trovatevi qualcun altro per domani! Io non ci sarò!». Fu allora che entrambi le rivolsero tutta la loro attenzione.

«Ma… tesoro», borbottò la madre. Poi si fece apprensiva. «Hai trovato qualcosa di meglio? Va bene, okay… Tanto, se te e i tuoi fratelli non vi foste dimostrati interessati avevamo pensare di chiudere i battenti, tra qualche anno…».

Come spiegare che sì, aveva trovato un nuovo lavoro, ma di difficile comprensione?

«Parlarcene, allora, di che si tratta?», la incitò suo padre.

«Insomma… Mi hanno contattata su un mio profilo… Il responsabile di un’azienda! Un’azienda che lavora nel digitale, però… Cioè, nel web! Che produce contenuti editoriali per un pubblico di giovani».

Entrambi i genitori la squadrarono e Debora capì che la sua difficoltà a esprimersi li aveva portati di nuovo a dubitare della veridicità di quello che stava dicendo.

«È una rivista! Però lavora online…», specificò, pensando di aver trovato i termini giusti che riuscivano, forse, a costituire il giusto compromesso tra quello che era il blog TheRealEntertainment e la limitata realtà che conoscevano i genitori.

Però loro non sembravano affatto convinti.

Sua madre riacquistò per prima la parola. «Ma non hai il percorso scolastico un po’ diverso da quello di un giornalista? Cioè, una rivista…».

Debora la fulminò con lo sguardo. Con la sua impeccabile classe, le aveva appena dato dell’ignorante.

«Stai insinuando che non ne sarei capace?».

«Ma va’! Dicci un po’, come hanno fatto a scovarti?», intervenne suo padre.

La guardava come se cercasse il fallo per dimostrare che al massimo poteva entrare a lavorare in un programma di scherzi.

«Ho partecipato a un concorso, e loro hanno letto e apprezzato i miei saggi. L’altro giorno sono andata, infatti, a fare un colloquio conoscitivo nella loro sede a Milano ed è andato benissimo!».

A quel punto il suo tono era diventato davvero scocciato. Non avrebbe voluto, ma tutta quella chiusura aveva iniziato a indisporla.

Naturalmente, quello che si erano detti non era abbastanza per i genitori, ma forse qualcosa nella sua ultima risposta doveva aver fatto capire loro che era molto, molto decisa a inseguire quella strada.

«Bene», sospirò sua madre, dopo qualche altra timida domanda di circostanza, «speriamo allora che questo lavoro ti permetta di assicurarti un buon stipendio».

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La conversazione avuta con i genitori e il suo stesso disagio avevano lasciato Debora confusa.

Cercò di pensare che era giovane, doveva tentare una via alternativa e se non avesse funzionato quantomeno ci aveva provato e aveva rimandato quel momento in cui si sarebbe arresa alla vita provinciale di sua sorella.

La sfida con gli amici di aprire per gioco un blog, il contatto di Andrea, la proposta, il colloquio, era avvenuto tutto su una linea magica e miracolosa, come le piaceva vedere le cose, e le sembrava di tradire ciò che segretamente aveva sognato se avesse detto no a quell’intervento divino.

Per prepararsi al nuovo incontro con Andrea e Rob aveva trascorso la mattina ad informarsi su Rox.

Leggere i suoi articoli su TheRealEntertainment e ascoltare i suoi video lì per lì la fece preoccupare.

Era bravo.
Molto.

Se gli articoli di Andrea mischiavano un senso dell’humour unito ad una personalità sensibile, quelli di Rob gestivano sapientemente polemiche e commenti rilasciati senza peli sulla lingua.

Deb cominciò a chiedersi perché fossero così decisi a prenderla con sé.

Okay, ad Andrea erano piaciuti i suoi saggi, e Rob era riuscita a convincerlo con la dialettica, ma non era comunque assurdo, per loro che erano affermati, unirsi ad una persona sconosciuta e inesperta?

Debora non riuscì a togliersi dalla testa che fosse strano.

Alla fine si rilassò decidendo che glielo avrebbe chiesto apertamente.

A mezzogiorno Andrea la chiamò per dirle che si sarebbero incontrati per discutere su quando avrebbero dato le notizie ai follower sulle loro collaborazioni.

Le spiegò anche che a quell’ora Rob dormiva ed era meglio per tutti non disturbarlo, osservazione che la fece sorridere, e le diede appuntamento per le quattro.

Debora visse male l’attesa: più che mai aveva voglia di chiarire cosa avrebbe avuto tra le mani.

Quando scoccarono finalmente le tre e mezza, guidò fino all’indirizzo che le aveva girato Andrea, pensando che un anticipo era buona creanza e indice di professionalità.

L’appuntamento era a casa dei due fratelli che li aiutavano a gestire le parti burocratiche e promozionali del blog e che completavano il team che stava dietro a TheRealEntertainment.

La villa dei due proprietari era notevolmente più lussuosa di quella di Andrea. Debora pensò che sarebbe stato meglio se si fosse fatta accompagnare dalla madre.

Scese dall’auto serena, convinta sempre di più di aver preso la scelta giusta.

Ma la sua allegria non durò a lungo.

Quando bussò alla porta di casa sulla soglia comparve un giovane che non doveva avere molti più anni di Andrea e che la squadrò dalla testa ai piedi con aria perplessa.

Debora si ritrovò spiazzata su ciò da dire.

«Posso aiutarla?», domandò lui, osservandola con espressione ebete.

«Sono Debora Bettinelli».

«Questo spiega tutto», replicò il ragazzo. Era un tipo tozzo, aveva pochi capelli in testa e un piccolo pizzetto al mento.

Debora si domandò con irritazione per quale motivo Andrea o Rob non gli avessero parlato di lei.

«Andrea e Rob mi hanno mandato qui», si sforzò per simulare cortesia.

Gli occhi del ragazzo finalmente si accesero. «Ah capisco, tu devi essere la ragazza nuova… Sì, scusa, Andrea me lo aveva detto ma me ne ero scordato… Prego, entra…», e si fece da parte per lasciarla entrare.

Debora si sforzò di non scuotere la testa. Nella casa c’era un odore fastidioso e pesante, e osservando il viso del ragazzo e pensando alla sua sbadataggine a dimenticarsi di un appuntamento di lavoro capì cosa avesse fatto. Molto a lungo.

Con le canne lei aveva avuto a che fare solo a quindici e sedici anni, e anche a quei tempi non aveva esagerato. Pur facendo le sue esperienze, si era sempre vantata di essere una ragazza abbastanza equilibrata da evitare di prolungare gli effetti di quelle che erano oggettivamente droghe.

Il ragazzo si limitò a buttarsi su un divano che Debora immaginò costare più di tutta la mobilia di casa sua.

Aspettò i due colleghi con una leggera irritazione.

Il primo ad arrivare fu Andrea.

Il ragazzone lo fece entrare e fissò anche lui come se fosse un alieno per poi tornare dall’amico divano. Andrea lo guardò divertito, ma quando salutò Debora si stupì del suo malumore.

Lei si sforzò di sorridere tranquilla, ma sapeva di non essere credibile.

«Rob?», domandò lei con voce calma.

«Ritarderà mezz’ora», rispose semplicemente Andrea. «Scusalo».

«Tranquillo, sarà uno spasso aspettarlo con gli elementi con cui mi tocca stare in stanza…», disse spiando di sbieco il tipo seduto sul divano che non li degnò di uno sguardo nemmeno dopo la chiara allusione a lui.

Andrea la guardò contrariato.

Quello sguardo ferì Debora, che nella sua testa fece immediatamente marcia indietro.

A stare lì si era irritata ma non voleva risultare moralista, una di quelle persone piene di pregiudizi che elargiscono critiche.

Nei minuti successivi non trovò il coraggio di rispolverare il discorso e poi arrivò a casa il fratello maggiore del ragazzo, Filippo. Aveva un aspetto totalmente diverso, anzi, era molto elegante e si capiva che era uno che ci teneva all’immagine e a presentarsi con un certo stile.

Guardò il fratello ridendo, poi però disse ad Andrea e Debora, soprattutto a lei che non li aveva mai visti: «Perdonatelo. Ale ogni tanto non si controlla e sono giorni un po’ tesi…».

«Non importa, davvero…», disse Debora cogliendo la palla al balzo.

Filippo li invitò ad accomodarsi nel salottino affianco a quello dove il fratello si stava riprendendo. Poi tirò fuori tre calici di prosecco per ingannare l’attesa dell’arrivo di Rob e servì su un vassoio di stuzzichini che aveva conservati in frigo.

Debora si servì il cibo e pensò che era un vero sollievo che Filippo fosse amichevole.

Ma lui poi cominciò a parlare.

«Andrea e Rob mi hanno inserito in TheRealEntertainment pochi mesi dopo che lo hanno aperto. Avevano davvero bisogno di una mente geniale che li aiutasse con il lato del marketing e io sono stato il loro miracolo!», Filippo si lisciò la giacca. «Beh sai, la pubblicità è l’anima del commercio. E io ci so fare con il web marketing, si dà il caso che abbia praticamente inventato il direct marketing!», e si lisciò di nuovo la giacca. «Studio Finanza e Marketing, infatti… Un mio amico di corso aveva il loro contatto e me lo ha passato, ci siamo conosciuti così. Beh, lui era troppo idiota e limitato per pensare in grande. Sai, a differenza mia…», e si strofinò le mani. «Da quando ho acquisito anch’io una certa notorietà, si può dire che mi ronzano sempre ragazze, la maggior parte bamboline sexy, non troppo intelligenti, già! Ma pollastrelle molto piacevoli…».

Filippo era spaventosamente logorroico.

Ciò che disse sulle ragazze indignò Debora ma stavolta si astenne dal fare commenti.

Provò una gioia inestimabile quando sentì bussare. Rob era arrivato e potevano cominciare a lavorare.

Purtroppo il suo aspetto non si rivelò troppo diverso da quello di Alessio. Debora si chiese soprattutto quanto avesse bevuto la sera prima.

Lui guardò subito in sua direzione. «Spero che mi perdonerai una mancanza professionale come un ritardo, Deb», disse con voce dolce.

La premura a dirle quelle parole la intenerirono, andavano totalmente in contrasto con i sensi di colpa che le aveva provocato Andrea.

«Io ho passato la mattina a leggere i tuoi articoli».

Lui ridacchiò. «Questa tua superiorità lavorativa non durerà ancora molto, credimi, tesoro».

Anche se aveva pensato a tutto fuorché quello, Debora rise.

«Se te, Filippo e Ale vi siete già conosciuti, procediamo», disse Rob prendendo in mano la situazione. Si sedette anche lui e rifiutò a malincuore un bicchiere di prosecco per potersi concentrare sul lavoro.

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Rob, Andrea e Filippo discussero con forza del blog, da rivoluzionare per l’entrata di Debora. Le discussioni si concentrarono soprattutto su come avrebbero venduto da quel momento in poi il prodotto TheRealEntertainment al pubblico di Internet.

Debora fece fatica a seguire il filo del discorso. I tre parlavano molto velocemente, ricordandole il modo di discutere dei politici nei programmi che guardava suo padre in TV.

Follower, strategie, fama, sponsor… Erano tanti gli elementi da valutare.

Andrea preferiva puntare da subito all’inserimento di Debora in tutte le foto promozionali del blog. I volti di Rob e Andrea comparivano nell’immagine ufficiale in cima alla pagina e vicino alle loro facce spiccava il titolo del blog scritto in caratteri d’oro. Fosse stato per lui, avrebbe inserito Debora anche nei vari video che dispensavano nei social.

Rob, invece, preferiva introdurre lentamente la figura di Debora nel blog. Pensava che troppi cambiamenti avrebbero fatto male al lavoro. Soprattutto le challenge e i vlog settimanali dovevano arrivare in modo graduale.

Filippo era dell’idea che il volto di Debora non andava per nulla aggiunto né alle foto ufficiali né da nessun’altra parte.

Lei sopperì l’irritazione che le causò quel tipo a volerla tagliare a priori dai giochi solo perché era l’ultima arrivata. O magari perché era femmina.

Dopo un po’ sia Rob che Andrea zittirono Filippo dichiarandosi stufi delle sue lamentele.

I due continuarono a discutere per un tempo abbastanza lungo, e Debora dovette ammettere che erano entrambi fastidiosamente testardi e per quanto intelligenti non era facile ascoltare le loro infinite conversazioni.

Sgranò gli occhi quando Rob si girò di colpo verso di lei, inchiodandola con lo sguardo ed esclamando: «Debora, di’ qualcosa! È il caso che esprimi la tua opinione, visto che tutto questo riguarda te! Dalla parte di chi sei?».

«Beh, ecco…», dopo qualche esitazione sputò solo ciò che pensava, pensando che l’onestà fosse l’unica cosa in grado di regalarle credibilità e serietà. «Forse ha ragione Rob, stravolgere di punto in bianco il blog inserendomi dappertutto potrebbe non piacere ai vostri fan. Ma è anche vero che se l’obiettivo finale è cambiare tutto, è bene parlare chiaro. Ma non con la velocità che proponi tu», e guardò Andrea.

«Non puoi dare ragione ad entrambi!», intervenne Filippo.

Di tutta risposta, Debora incrociò le braccia.

Andrea e Rob sbuffarono. Ma poi quest’ultimo disse: «Non sarà facile, dovremo studiarcela bene».

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Avevano iniziato a parlare alle quattro e mezza.

Continuarono fino alle otto di sera.

Debora era esausta quasi più di una giornata in ditta. Mille chiacchiere, dibattiti, un centinaio di ipotesi, il cui 90% scartato…

Rob e Andrea erano tipi molto scrupolosi, e li ammirava, probabilmente era proprio la scrupolosità ad avergli regalato la posizione che avevano nel web, ma ad una certa la stavano facendo uscire matta.

Era incredibile appurare come un blog o un social network porti a casa il lavoro bello, finito e pulito, ma i follower non hanno idea del sudore che c’è dietro. Se non fosse stata tanto appassionata della materia, forse avrebbe addirittura mollato.

Quando finalmente sancirono la fine delle discussioni, Debora osservò Andrea allontanarsi e chiacchierare con Filippo. Anche se le dimostrava un incredibile rispetto professionale sentiva come se qualcosa fosse cambiato tra loro, anche se lo conosceva da pochissimo.

Doveva tirare fuori coraggio e chiarire sul microscopico allontanamento che avevano subito, in fondo era tutto merito suo se si trovava in mezzo a quelle persone.

Ma fu fermata da Rob.

«Hai retto bene il ritmo, tesoro». L’uomo rise di gusto a vederla emettere un grugnito. «E quello di oggi non era niente».

Debora sbiancò. «Mi stai dicendo che ci sono giorni in cui siete peggio?».

«Deb, tesoro, che cazzo credevi, che TheRealEntertainment nascesse dal nulla e ci facevamo solo la bella vita?».

La ragazza sospirò di frustrazione.

«Ripeto: questo è ancora nulla». Lo sguardo di Rob colpì davvero Debora, era come se alludesse ad altre mille cose implicate in quel lavoro che lei ancora non sospettava. «Se è troppo per te quella è la porta».

«No!», esclamò Debora. Per nulla al mondo si sarebbe arresa.

Rob colse la sua determinazione e sorrise fiero.

«Mi toglieresti una curiosità, Deb?».

La ragazza ebbe a malapena il tempo di dirgli “Certo” che disse: «Quando una ragazza si sente trascurata, cosa è meglio fare per farsi perdonare?».

Debora lo osservò per alcuni interminabili secondi.

La risata cristallina nella quale scoppiò attirò la curiosità di Andrea e Filippo. La videro raccogliersi persino le lacrime.

Rob scosse la testa. «Come non detto», cercò di superarla, offeso, ma Debora lo fermò.

«No, dai scusa», disse soffocando le risate. «È solo che non ti facevo un tipo romantico».

«Sono un uomo dalle mille sorprese!», replicò lui, fingendosi offeso.

«Sì, sì, ci credo. Comunque, devo dirti che l’unica soluzione è trascurarla di meno ed essere più presente».

«Già, bel consiglio», commentò Rob. Fin lì ci poteva arrivare da solo.

«Noi donne siamo più semplici di quello che sembra», replicò Debora con aria sapiente.

Rob alzò le sopracciglia ma si astenne dal commentare.

A Debora venne di nuovo da ridere. Sembrava non capirci proprio nulla di donne e la sorprendeva molto data l’impressione sicura di sé che le aveva dato.

«Davvero, cerca di pensare a come erano facili le cose una volta con la tua Giulietta e falle tornare così!».

«Ma non sono mai state… facili le cose tra noi. Lei è una giornalista ed è madre di tre figli. E non ha per nulla un carattere da… Giulietta».

«Capisco», mormorò Debora. Quella breve descrizione fu sufficiente a farle capire che non si trattava di una situazione ordinaria. Era anche un po’ costernata: nella sua testa si fatta l’idea che Rob morisse dietro alle ragazze e si prodigasse in avventure di una notte e via.

«E come avrai capito, il nostro lavoro è più impegnativo di quello che sembra. Davvero non ho il tempo per dedicarle l’energia che mi chiede!».

Riflettendo sul fatto che lei avesse tre figli, a Debora venne spontaneo chiedere: «Sei sicuro che sia quello il problema o ti spaventa il fatto che stare con lei ti richieda molta serietà?».

La luce di insicurezza che colorò gli occhi di Rob le fece capire che aveva centrato il punto. In poche parole, non era abituato ad una relazione seria. «In bocca al lupo, Rob!».

Lui inclinò la testa. Poi, però, disse: «Grazie, Deb».

Filippo li informò all’ultimo minuto di una festa in terrazza che dava vista su tutta Milano e nitidamente sul Duomo e Andrea e Rob, anche se quest’ultimo si stava ancora riprendendo dalla festa della sera prima, accettarono al volo.

Debora, non sapendo nemmeno perché e per come, si ritrovò catapultata dentro, con i suoi vestiti semplici e la sua aria ingenua e poco vissuta. Si rese conto che si sarebbe notato lontano un miglio che non faceva parte di quel mondo, per il suo portamento, per la sua mentalità, per il semplice modo di stare.

Ma inconsciamente decise che rifiutare non sarebbe mai stata un’opzione, nemmeno se The Real Entertainment l’avesse portata sul tetto del mondo.

Dovendo scegliere su quale macchina saltare a bordo, decise di rincorrere Andrea per approfittare del momento per parlargli.

Lui stava per aprire la portiera della sua auto quando Debora gli piombò alle spalle. Il moro la guardò cauto, come se fosse restio a fidarsi di nuovo.

«Ascoltami», lo disse come se dovesse farsi perdonare un crimine, e cominciò a parlare a ruota libera: «Non volevo che tu pensassi che critico il tuo amico, o chiunque altro, ero solo nervosa perché avevo dovuto aspettarvi, e la verità è che ero anche insicura per tutto… Ma io non sono come tu puoi aver pensato in quel momento, e non…».

Andrea decise di interromperla temendo che in alternativa sarebbe andata avanti tutta la sera.

«Debora, tranquilla: ho capito».

La ragazza inspirò, non ancora convinta che l’avesse perdonata.

Dopo un momento, Andrea aggiunse: «Diciamo che quando ci avrai fatto guadagnare almeno un milione in più di follower, allora torneremo amici».

Debora scoppiò a ridere.

«Mi leveresti una curiosità?», chiese poi, tornando seria.

«Dimmi».

«Perché mi avete scelta? Voglio dire, ne sono contenta, però… Perché sentite il bisogno di farmi entrare nel vostro staff?».

«In realtà, anche se Rob non lo ammetterebbe mai, ti vediamo come una ventata d’aria fresca».

Debora era stupita.

«Abbiamo sempre avuto un buon seguito, però da un paio di mesi le visualizzazioni sono un po’ più instabili e Rob lo reputa già un segnale d’allarme. E crediamo che aggiungere un tocco femminile al blog e ai video sia la chiave per rendere il progetto più completo. Vedi, presentarci noi tre insieme, ognuno con il suo stile, potrebbe essere interessante per il nostro pubblico, capisci? E anche per l’immagine del blog, le foto che scatteremo… È questione di marketing, per lavorare sul margine di crescita».

Debora lo ascoltò con attenzione. In effetti, quello che aveva detto non faceva una piega.

Ma poi insistette: «Ma Rob… ho letto molti suoi articoli. Lui è molto bravo. Perché optare per una nuova strategia?».

Andrea scosse la testa. «Si vede che sei poco informata su di lui. Rob è indubbiamente bravo, ma ha avuto diversi alti e bassi. Ecco, quando aveva diciott’anni era stato una rivelazione. Con un gruppo di amici aveva aperto un blog polemico, e parlavano molto dei loro ideali, delle loro personali lotte, fino alla moda e tutto il resto legato al loro mondo. Ma poi ha litigato con i suoi vecchi amici. È rimasto attivo sui social ma è salito su una montagna russa, e comunque non faceva più i numeri di una volta. E poi ci siamo uniti noi due… e abbiamo creato insieme un nuovo blog, professionale, accurato, che sta andando bene…».

Ma dal modo con cui lo disse, Debora capì che entrambi ambivano a qualcosa di più grande, che forse gli permettesse di fare quell’ultimo passo che li divideva dal diventare delle celebrità.

«E tu? Posso avere un’illustrazione anche su di te?», domandò Debora sorridendo. Anche se gliene aveva già parlato, voleva un approfondimento, così da sapere perfettamente com’erano partiti i due colleghi.

Per fortuna, ad Andrea sembrava piacere parlare, pertanto le spiegò anche la sua storia.

«Come ti ho detto, scrivevo sui forum, ma lo facevo soprattutto con due miei amici». Debora notò qualcosa incrinarsi nella sua voce, come se gli fossero tornati in mente ricordi amari, ma fece finta di niente continuando ad ascoltarlo. «E poi, abbiamo aperto qualcosa di nostro, un forum nuovo e ci siamo ritrovati con molta gente che avevamo incontrato in giro sul web… Ero sorpreso e molto preso da ciò che stavamo costruendo», l’espressione di Andrea si fece ancora più triste. Era ovvio che, come per Rob, non era finita bene con quel gruppo. «Penso che tu riesca a immaginare com’è andata a finire. Comunque, ho continuato a espormi sui social. E mi andava bene così: mi era rimasto un bel seguito e mi bastava fare qualunque cosa che tante persone lo accoglievano come se fosse interessantissimo. In ogni caso, mi auguro che non succederà lo stesso con te e Rob», concluse Andrea, cercando ancora di sorridere mentre fissava il cielo.

Il suo sguardo si fece per un attimo assente, come se stesse immaginando un motivo o due per cui qualcosa potesse andare male tra di loro.

Debora pensò che no, non avrebbe mai permesso che la loro collaborazione si spezzasse.

Era più importante di qualsiasi altra cosa.

Quella sera, mentre conosceva nuove persone su una terrazza milanese, bevendo negroni e gustando la panoramica notturna sulla città, capì che avrebbe fatto tutto ciò che era in suo potere affinché quella sensazione non finisse mai.

Perché vivesse nella sua città preferita, ma viaggiasse.

Che sarebbe partita, andando a Dubai, Ibiza, New York o Tokyo senza mai guardarsi indietro.

Che sarebbe arrivata dove i limiti e il sentire comune impedivano di andare.

Che avrebbe avuto la vita dei suoi sogni, e tutto ciò che cercava, che fosse un panorama o un grande amore, e che niente l’avrebbe più sfiorata, né un lutto né un colpo inaspettato della vita.